Bisogna andare oltre la mostra

22/9/2000

Come nostra consuetudine, abbiamo intervistato il geologo Luciano Campanelli per chiedere un parere sulle recenti iniziative intraprese dalle Istituzioni per la valorizzazione di Pietraroja come la mostra alla Rocca dei Rettori, e fare il punto sul progetto culturale europeo dei fossill-lagerstatte che più volte abbiamo illustrato dalle pagine di questo giornale.

La mostra della Rocca dei Rettori che ho visitato, si svolge in un percorso didattico-interattivo appropriato inizia il dr. Campanelli "perché senza enfatizzare le immagini dei grossi dinosauri, estranei al contesto scientifico di Pietraroja non disattende le aspettative del visitatore che ha ancora il suggestivo ricordo della precedente mostra dei modelli in scala reale (I fratelli di Scipionyx : Viaggio nella preistoria); ed inoltre non esaurisce la tematica sui dinosauri che dovrebbe completarsi proprio nel Parco Geopaleontologico di Pietraroja. La mostra si presenta in una cornice suggestiva e dal pavimento vetrato, che lascia intravedere le fondamenta della Rocca, ritroviamo il richiamo alla stratigrafia ed al tempo geologico che si ricollega all’ascensore geologico che penetra nei segreti della Terra. In fine la riproposta a S. Lorenzello dei dinosauri in scala reale si muove nella direzione di un turismo itinerante su tutto il Sannio fossilifero come inizialmente auspicavamo (Zone paleontologiche da tutelare Messaggio d’Oggi del 4/98). Rimane Pietraroja che, oltre ai previsti interventi di ricollocazione di calchi fossili e del laboratorio multimediale, dovrebbe essere contemporaneamente interessata alla ripresa degli scavi paleontologici.

Ma é possibile mediare l’aspetto rigorosamente scientifico con quello spettacolare e consumistico ?

Se siamo consapevoli del fatto che per valorizzare il Sannio fossilifero non c’è bisogno di leggende metropolitane d’importazione come il DNA dei dinosauri etc., allora credo che siamo sulla buona strada. Occorre affiancare alle recenti iniziative intraprese dalle nostre istituzioni una progettualità di respiro internazionale e promuovere una nuova cultura dell’ambiente e delle scienze. Questo straordinario e prepotente progresso scientifico e tecnologico, avvenuto soprattutto nel campo della genetica, induce, talvolta, ad un atteggiamento possibilista ma errato

Ma è probabile che alcuni visitatori adulti della prima mostra (Viaggio nella preistoria) credevano che alcuni dinosauri fossero imbalsamati? Altri invece credevano di poter vedere lo Scipionyx in carne ed ossa ? Come interpreta tutto questo ?

E’ possibile dal momento in cui é stato più volte detto che alcuni dinosauri non si sono mai estinti mentre invece si sono evoluti. E’ la stessa cultura che fa temere catastrofi naturali planetari (come é stato per l’estinzione di alcuni dinosauri o il prosciugamento del Mediterraneo) ed immaginarli apocalittici perché avvenuti improvvisamente. Tutto invece é avvenuto in maniera molto graduale.

La mostra terminerà il 31 dicembre del 2001. Questi 18 mesi saranno un banco di prova per attivare una progettazione a tergo di questi eventi. Cosa auspicate ?

Oltre al buon inizio della Provincia, Sovrintendenza e Pietraroja, occorre riprendere la campagna di scavi a Pietraroja.

Quale esito ha avuto il progetto di partenariato europeo per la valorizzazione dei fossil-lagerstatte di Pietraroja, Solnhofen, Los Hoyas e Cerin (Una pietra miliare per Scipionyx in viaggio tra l’Europa giurassica Messaggio d’Oggi del 5/5/99) che lo Jura-Museum di Eichstatt ha presentato?

Negativo. Era un buona applicazione, unica nel suo genere, che però non ha superato la seconda fase di selezione. I progetti approvati negli ultimi tre anni dalla commissione europea per i programmi Raffaello e Cultura 2000 hanno una media bassa di successo. Solo 13% - 18% delle proposte sono ammesse al co-finanziamento. I partecipanti sono molti ed il budget previsto é ancora molto basso, cosicché risulta difficile promuovere la cultura. La competitività della proposta tedesca da noi coadiuvata dipendeva, oltre dall’originalità, che non è mai mancata, anche dall’estensione del partenariato ai nuovi paesi che si affacciano all’Europa. Quest’ultimo non è stato possibile perché non esistono fossill-lagerstatte scientificamente riconosciuti in questi paesi. Un limite quindi anche geografico. In tre anni di osservazione dei progetti approvati ho potuto inoltre notare che al di fuori della nostra esperienza non c’è traccia di progetti nel campo della paleontologia tanto da pensare che evidentemente i beni paleontologici non appartengono ancora alla cultura europea.

E’ quindi è un discorso totalmente nuovo anche per l’Europa?

Assolutamente si.

Ma si può fare di più per un progetto così esclusivo ?

Certamente si può fare di più. Decisamente si può migliorare la proposta culturale consolidando ed estendendo il partenariato europeo a più zone fossilifere con delle varianti. Il programma culturale é lo stesso ma i requisiti specifici variano ogni volta che si riaprono i termini per presentare le proposte : ora si privilegiano i beni culturali immobili, ora il connubio tra correnti culturali ed espressioni artistiche e scientifiche europee etc. Ma sempre l’oggetto è la divulgazione dei beni culturali e delle espressioni artistiche e delle cause scientifiche che li hanno prodotti. Unìaltra cosa molto importante e che nell’elaborazione del progetto si richiede comunque un’attenta fase interlocutoria di verifica dove istituzioni, associazioni e privati dei diversi partners europei lavorano in sinergia per un obiettivo comune e con un approccio decisamente nuovo. Approccio che talvolta contrasta con i vecchi schemi.

In che senso contrasta con i vecchi schemi ?

Già come dissi nelle scorse interviste (Un polo multimediale per salvare Pietraroja del 10/98) le istituzioni sia locali che europee, dovrebbero essere i principali promotori di questi progetti culturali e finanziarli a prescindere dall’esito da parte della commisione europea esaminatrice. Attingendo da altre fonti di finanziamento che non mancano è possibile autonomizzarsi. Ma tutto questo richiede tempo e , dalla mia esperienza diretta, posso dire che talune istituzioni sono ancora troppo impegnate per gestire l’ ordinario.

Cosa occorre in concreto per un progetto culturale di partenariato europeo che promuova organicamente i giacimenti fossiliferi di Pietraroja ?

Un referente istituzionale che sia deciso, operativo e persuasivo, che sappia attribuire ruoli e competenze in funzione degli articolati requisiti che questi progetti culturali richiedono (connessione tra musei europei, istituti di ricerca, scuola, volontariato ed associazioni professionali, innovazione tecnologica e ricadute sociali ed economiche etc.) che sappia mediare e concertare le aspirazioni dei partecipanti ed aprirsi a collaborazioni esterne al circuito, che accetti di lavorare su discipline non esclusivamente di ricerca scientifica. Insomma una visione globale ma specifica. L’Europa è grande, e nelle Istituzioni anche locali, giudicando dai successi della mostra di Scipionyx, ci sono margini per lavorare in una direzione europea culturalmente innovativa. Auspico quindi ad un processo di maturazione che proietterebbe nel Sannio interessanti prospettive in campo paleontologico, e non solo.

La presenza dell’Università del Sannio rappresenta sicuramente un riferimento importante per un progetto del genere oltre che un’occasione di crescita culturale anche in questa direzione ?

Sicuramente si, poiché é anche da questi progetti di scambi culturali che nasce una nuova occupazione. Ci sono infatti molti scavi da realizzare, molti reperti fossili da restaurare e da studiare, molta cultura scientifica da divulgare e revisionare. Tutto questo non solo in Italia ma anche in tutta Europa. Forse la risposta la daranno proprio gli studenti che si iscriveranno alle diverse Facoltà dell’Ateneo beneventano.

Per il futuro quali sono i vostri progetti ?

Un futuro a Sud prevede una collaborazione con gli allievi della scuola di Pietraroja che, attraverso le attività di manipolazione, scienze e geografia formuleranno la loro proposta di parco stimolati dalla fantasia e dalla creatività che li caratterizza; tutto questo per vedere concretizzarsi i sogni ed i desideri di una comunità che si riappropria di una risorsa da troppo tempo trascurata e depredata. Contemporaneamente vorremo promuovere le attività didattiche finalizzate allo studio dei parchi Naturali Regionali e della loro divulgazione, nonché solleciteremo e sosterremo concretamente, come già abbiamo fatto localmente, le istituzioni che vogliono promuoveranno seriamente un progetto di partenariato transnazionale dei fossil-lagerstatte europei. E’ auspicabile un nuovo approccio culturale che coniuga la ricerca scientifica con quella artistica dettata dalle linee programmatiche del programma di Cultura 2000. E’ un percorso progettuale che richiede nuova linfa, un percorso dove alla globalizzazione che esalta i "non luoghi di internet" si contrappone una matrice locale fortemente legata alle tradizioni in una sorta di felice contaminazione che produce reciproci arricchimenti di modelli ed esperienze scientifiche. E’ così che si dovrebbe contribuire all’integrazione ed agli scambi delle culture europee nel campo paleontologico la cui disciplina é ancora poco conosciuta. Una disciplina che viene ancora confusa con l’archeologia. Occorre una divulgazione che sensibilizzi le coscienze e far si che molti reperti fossili non vengano dimenticati in cantina come è successo per Scipionyx, o peggio ancora finiscano sui mercatini rionali o addirittura in vendita sui siti internet dal "punto com".

E’ stato svolto dall’Associazione Culturale "Un futuro a Sud" nella scuola elementare e materna di Pietraroja il progetto didattico Mostra l’ambiente giocando. Gli allievi coadiuvati dal team docente della scuola hanno allestito nell’edificio scolastico una mostra sul parco geopaleontologico i cui risultati sono consultabili attraverso il sito web <http://www.fossili.org.> Il progetto, che é stato realizzato con il contributo della Regione Campania, il comune di Pietraroja e l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Benevento, é stato anche segnalato nella sezione didattico-scientifica di una nota rivista informatica nazionale